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    Sanremo 2021, Ibra in ritardo: "60 km in moto per arrivare"

    "C'era un incidente in autostrada. Era tutto bloccato, ho fermato un motociclista e ha fatto 60 km per portarmi a Sanremo". Zlatan Ibrahimovic arriva in ritardo al Festival per la terza serata. L'attaccante del Milan, atteso alle 21.30 all'Ariston, è arrivato dopo le 23. "Zlatan Ibrahimovic doveva essere qui alle 21.30. Ci siamo preoccupati, non sapevamo cosa fosse successo. C'è stato un incidente in autostrada", dice Amadeus presentando l'attaccante del Milan. "C'è stato un incidente in autostrada, siamo rimasti fermi 3 ore. Sono sceso dall'auto, ho fermato un motociclista e gli ho detto: 'Puoi portarmi a Sanremo?'. Per fortuna era milanista... Abbiamo fatto 60 km in moto, era la prima volta che lui andava in autostrada... Ho fatto 60 km in moto per salvare il mio Festival... non il tuo", dice Ibra rivolgendosi a Amadeus.

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    Sanremo, Elodie incanta l'Ariston: "Non ho mai smesso di sognare"

    Presentatrice, cantante e ballerina. Nella seconda serata del Festival di Sanremo gli occhi, incantati, sono tutti per Elodie che ha rapito tutti con eleganza, sensualità e un talento assoluto e cristallino. La cantante, lo scorso anno in gara col brano "Andromeda", si è lasciata andare anche ad un monologo-confessione che ha conquistato il cuore di tutti: "Tutte le volte che sono riuscita ad abbattere un muro sono successe delle cose molto belle nella mia vita e allora ho deciso di raccontarvi qualcosa di me. Il mio quartiere mi ha dato tanto e mi ha tolto tanto e non parlo solo delle privazioni materiali, come non avere l’acqua calda o non riuscire ad arrivare a fine mese, ma parlo anche della voglia di sognare. Abbiate il coraggio di fare le cose. Forse io non sono all'altezza del palco, dell'attenzione che c'è, dell'orchestra. Ma essere all'altezza non è più un mio problema. E' solo un punto di vista". Sfoglia le altre gallery: Elodie co-conduttrice di Sanremo, gli scatti più sexy della cantante - FOTO Sanremo, le pagelle della seconda serata Schwazer chiede giustizia: "Mia figlia mi vedrà alle Olimpiadi"

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    AGI

    L'hotel di "Morte a Venezia" rischia l'abbandono definitivo

    AGI - È stato l'hotel di Thomas Mann e di Luchino Visconti, ma anche degli scià di Persia e di Liz Taylor, un gioiello liberty che ora rischia la chiusura definitiva, cancellando un pezzo di storia e di cultura di Venezia, del nostro paese e di tutta Europa. L'hotel Des Bains, inaugurato nel luglio 1900, è abbandonato da dieci anni e potrebbe essere dismesso dagli attuali proprietari. Quando fu inaugurato, all'alba del secolo scorso, era un esempio di sobrio sfarzo aristocratico e altoborghese e di innovazioni tecnologiche. Lampadari di Murano, ferro battuto vetri policromi ed essenze, ma anche luce elettrica, telefoni e frigoriferi impreziosirono suite e sale di questa tappa obbligata del mondo dorato della belle Epoque. Thomas Mann, che vi soggiornava spesso, ambientò nella sala da pranzo la folgorazione di Gustav von Aschenbach per il giovane Tadzio. Una ambientazione voluta anche da Luchino Visconti quando scelse di trasporre il romanzo dello scrittore tedesco in un film nel 1971. La fama dell'Hotel Des Bains superò indenne la Prima guerra mondiale, divenne luogo di soggiorno nel periodo tra le due guerre e proprio qui Adolf Hitler volle essere ospitato alla vigilia del suo primo incontro con Benito Mussolini, nel 1934. Dopo la Seconda Guerra mondiale fu la quinta preferita delle star richiamate a Venezia da tutto il mondo per la Mostra del Cinema. Ora, a cinquant'anni esatti dall'uscita, il 5 marzo 1971, del capolavoro di Luchino Visconti ‘Morte a Venezia', il simbolo della ospitalità cosmopolita di una delle capitali della Mitteleuropa rischia l'abbandono definitivo. Il deputato dem Nicola Pellicani ha presentato un'interrogazione al ministro per la Cultura Dario Franceschini chiedendone la salvaguardia. “Nei giorni scorsi si è appreso da notizie di stampa che la riqualificazione dell'Hotel Excelsior non sarà conclusa, ma che anzi l'albergo si appresta a essere dismesso dal fondo ‘Lido di Venezia II'" e "pare che la London & Regional Properties abbia comunicato di non aver intenzione di finanziare la riqualificazione dell'Hotel Des Bains. Ciò significa lasciare nel degrado l'albergo che rappresenta un pezzo storia del Novecento". La richiesta è che l'hotel venga rimesso sul mercato, con il suo patrimonio di artigianato veneziano, storia e cultura, uno spaccato del '900 che rischia di scomparire.

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