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    L'attore ha svelato i motivi della rottura con la sua compagna

    Massimo Boldi e Irene Fornaciari si sono lasciati. Le parole dell'attore.

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    notizie.it

    Pensa di morire per il morso di un serpente: fugge a velocità elevatissima

    Convinto di essere stato morso da un serpente velenoso e di morire di lì a poco, un ragazzo ha viaggiato a 123 km/h in autostrada.

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    Mihajlovic, lo sfogo in tv è cult

    "Non voglio nessun tipo di domanda, rispondo a tutto io e poi me ne vado". Sfogo tv dopo partita del mister del Bologna Sinisa Mihajlovic, ed è subito cult. A finire nel mirino dell'allenatore - uscito sconfitto dopo il match contro il Sassuolo - è in particolare il giornalista sportivo Fabio Caressa, definito "quello piccolino", "marito di Benedetta Parodi", conduttore di "quella trasmissione là in cui si tolgono le giacche" e 'reo', secondo Mihajlovic, di essere fin troppo filo-interista e di aver così nascosto la vittoria del Bologna con l'Inter la scorsa settimana. "Abbiamo perso meritatamente, loro hanno giocato meglio di noi, sono più forti di noi, hanno corso meglio di noi. Forse ha influito un giorno in più, non lo so ma non voglio cercare scuse. Sono stato espulso, giustamente, perché ho mandato l'arbitro a quel paese - commenta ai microfoni di Sky i mister dopo la partita persa ieri sera contro il Sassuolo - perché mi sono rotto le palle che sia la squadra più ammonita al mondo. Sembra ci siano 11 killer in campo, invece sono tutti ragazzini del 2000, tutti ragazzi giovani. Evidentemente è più facile ammonire un ragazzino che un giocatore affermato, per questo mi sono arrabbiato".Poi l'attacco a Caressa e alla trasmissione 'Il Club': "Volevo dire che domenica abbiamo vinto con l'Inter, con un uomo in meno abbiamo recuperato e abbiamo vinto. Abbiamo visto quella trasmissione là, quella in cui si tolgono le giacche, con l'uomo piccolino che conduce, il marito di Benedetta Parodi, e c'erano dentro Bergomi e tutti....ho sentito mezz'ora di quella trasmissione, non si è mai detta una parola sul Bologna: è una vergogna, sembrava Inter Channel. Una vergogna - ripete Sinisa -, si è parlato mezz'ora dell'Inter e nessuno si è permesso di fare i complimenti al Bologna per la vittoria e per quello che ha fatto. Questo non è giornalismo". E al tentativo di replicare del conduttore Sky impegnato nel collegamento, la replica di Mihajlovic è netta: "Ho finito, non voglio più parlare, ho detto quello che dovevo dire e non mi interessa altro".

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    Se il coronavirus permane nell'aria e non solo nelle "goccioline" (l'opinione di Massimo Galli)

    Cosa ne pensa l'infettivologo, in attesa dell'Oms. Perch cambierebbe tutto

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    Scarpe Lidl da 13 euro a ruba: rivendute online anche a 100 euro

    Il prezzo competitivo e la decisione dell'azienda di non rimettere in commercio l'articolo, ha fatto sì che ci fosse una corsa alle sneakers

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    Renzi: "Basta populismo, cacciare Benetton è impossibile"

    "Sono entusiasta che ci abbiano dato ragione sullo sblocco dei cantieri dopo averci insultato per mesi, ma ora i risultati si devono vedere. Lo stesso vale per Autostrade: è il momento di passare dalle chiacchiere ai fatti. Dopo due anni non si può continuare ad urlare 'revocheremo' o 'cacceremo i Benetton'. Perché è molto semplice, ma impossibile da farsi: basta col populismo degli annunci". Lo dice Matteo Renzi a La Stampa.  "Tutti sapevano che la gestione sarebbe andata ad Autostrade: era già previsto all'inizio del percorso. Ma ora basta con la politica dei rinvii. Non puoi dire 'revoco', lasciando aperta così a lungo la questione. In un senso o nell'altro le decisioni vanno assunte. Perché altrimenti rischiamo una doppia beffa: il ponte è ricostruito e il dossier resta aperto. E l'eventuale revoca si trasforma in un regalo per la proprietà". Renzi, lei è diventato il miglior alleato di Conte per paura delle elezioni anticipate? "Siamo alle solite esagerazioni. Non siamo alleati supini del premier, né abbiamo paura delle urne. Il 21 settembre, con le elezioni regionali, molti se ne renderanno conto. Nelle vittorie del centrosinistra, Italia Viva sarà determinante. Faccio un ragionamento sul Paese: se andassimo a elezioni prima della scadenza del Quirinale, faremmo un gigantesco autogol e un regalo ai sovranisti. Dobbiamo eleggere un presidente della Repubblica europeista e anti-sovranista". Si parla tanto di riforma elettorale ma tanto finirà sul binario morto ad agosto? "Trovo allucinante che si insista a parlare di legge elettorale in questo momento".

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    'Rai1 gay', 'ipocrita': scintille Adinolfi-Diaco

    "Ho attaccato Pierluigi sul tema omosessualizzazione di Rai1: pensa che colpo (e che ascolti) per un dialogo tra me e lui a 'Io e te'. La scusa potrebbe essere l'uscita il 1 luglio del mio ultimo libro 'Il grido dei penultimi'. Non ho intenzione di essere aggressivo. Pensaci, sarebbe puntata storica e se avete fatto mezz'ora con Luxuria, si può fare mezz'ora anche con chi ha idee alternative a Luxuria". E' lo screenshot del messaggio inviato da Mario Adinolfi al coautore di 'Io e te', il programma di Rai1 condotto da Pierluigi Diaco che proprio Diaco ha deciso di pubblicare su Twitter per smascherare "l'ipocrisia" del leader del Popolo della Famiglia Adinolfi. Una decisione, quella del conduttore di 'Io e te', arrivata dopo le dichiarazioni pubbliche fatte in questi giorni da Adinolfi sulla omosessualizzazione di Rai1, resa evidente, a suo parere, dalla decisione della rete di togliere Lorella Cuccarini da La Vita in diretta e dalla scelta di conduttori omosessuali nel palinsesto della rete ammiraglia tra cui appunto Diaco di cui il leader del Popolo della Famiglia fa il nome assieme a quello di altri. "Ecco l’ipocrisia con la I maiuscola. Mario Adinolfi scrive al coautore di 'Io e te' Maurizio Gianotti per auto invitarsi in trasmissione a promuovere il suo libro. Dopo aver scritto peste e corna su di me. Faccia da...", scrive Pierluigi Diaco per spiegare lo screenshot.  Un tweet a cui Diaco aggiunge una ulteriore spiegazione poco dopo: "Per amore di verità. Il mio autore mi ha girato come sempre i messaggi in cui molti si auto invitano, detrattori e non. Tra questi c’era anche quello di Mario Adinolfi. Ho risposto al mio autore 'no, grazie'. Poi ho avuto un’idea: dimostrare il tasso di ipocrisia imperante". Immediato il commento di Luxuria su twitter: "La conferma che certe persone usano l’omofobia in maniera strumentale e opportunista per i propri comodi e interessi". Non manca a stretto giro la replica di Adinolfi: "Per la precisione, dopo aver visto i 35 minuti garantiti da Diaco a lei onorevole e i 20 assicurati a la Vita in Diretta per la propaganda al ddl Zan, la chiamerei verifica dell’esistenza di una lobby che domina Rai1. Violenta, che si copre l’uno con l’altro. Omofobia non ne vedo". "Le consiglierei dopo questa figuraccia di osservare una giornata di silenzio", gli ribatte Luxuria. Un suggerimento che infastidisce Adinolfi: "Guardate, il tentativo di silenziamento nei miei confronti lo tentate da tempo e in mille modi. Adesso vi siete ridotti a montare la panna utilizzando lo screenshot di un messaggio privato ad un autore Rai mio amico. State solo dimostrando di quali bassezze violente siete capaci". Chiude il cerchio il cinguettio sarcastico di Luxuria: "Quello che mi diverte è l’ego smisurato di chi pensa di alzare gli ascolti con la sua presenza: presuntuoso e ridicolo".