Argomento

La Crisi di governo IN DIRETTA

Segui tutte le ultimissime sulla formazione del nuovo governo

La Crisi in video

Da Salvini a Zingaretti, Crozza li imita tutti alle consultazioni

Dopo aver fatto Draghi, per la ripartenza di Fratelli di Crozza
  • 02:04
  • 02:00
  • 01:22
  • 01:40
  • 02:46
  • 01:39
  • 01:48
  • 00:08
  • 02:29
  • 00:59
  • Yahoo Notizie

    SONDAGGIO: Sei favorevole a un governo Conte ter?

    Con la crisi di governo scattata in seguito alla mossa di Matteo Renzi si aprono diversi scenari per il nuovo governo. Cosa ne pensi?

  • Yahoo Notizie

    DIRETTA, le consultazioni di Fico per il Conte ter

    Le ultime notizie sulla crisi di governo in tempo reale: segui gli aggiornamenti minuto per minuto

  • HuffPost Italia

    Fonti Quirinale, Mattarella non ha contattato Draghi. Fico: "Confronto su temi da lunedì"

    Europeisti: "La persona giusta è Conte". Tabacci: "Alternativa a Conte è governo del presidente". Nencini: "Sì patto scritto"

  • AGI

    Fico esplora i partiti, si fa l'ipotesi di un incontro collegiale sui contenuti

    AGI - Concluso il primo giorno di consultazioni a Montecitorio, dove sono sfilate le delegazioni dei partiti maggiori della maggioranza uscente (oggi sarà la volta dei 'piccoli', compreso il neonato gruppo degli Europeisti), Roberto Fico attende di terminare il primo round dell'esplorazione affidatagli dal Capo dello Stato per tirare le prime somme della verifica sulla fattibilità di una ricomposizione tra Pd, M5sm, Leu e Italia viva, dopo lo strappo dei renziani. Il calendario prevede che stamani alle 10 il Presidente della Camera veda i rappresentanti del Gruppo 'Europeisti – Maie – Centro Democratico' del Senato, alle 11.20 quelli del Gruppo Parlamentare "Per le Autonomie (SVP-PATT, UV)" del Senato, alle 12.40 sarà il turno del Gruppo Misto della Camera limitatamente alle Componenti che fanno riferimento alla maggioranza: Centro Democratico - Italiani in Europa; Maie-Movimento associativo Italiani all'estero-Psi; Minoranze linguistiche. Alle 14, poi, Fico incontrerà infine il Gruppo Misto del Senato limitatamente ai componenti che fanno riferimento alla maggioranza. I nodi sul tavolo sono ancora molti ed è per questo che non si esclude affatto, anzi appare assolutamente plausibile, viene spiegato, un secondo giro di colloqui (anche se al momento non si è entrati nel dettaglio e l'agenda è tutta da definire). Inoltre, alla luce dell'esigenza - espressa da tutte le forze politiche nelle dichiarazioni alla stampa - di partire dal programma e mettere nero su bianco i punti programmatici alla base di un eventuale governo che prosegua la sua azione fino alla fine della legislatura, oltre agli incontri faccia a faccia si potrebbe delineare anche la scelta di un incontro collegiale. Un momento in cui i vari 'attori' politici siedono l'uno di fronte all'altro. È una ipotesi, viene spiegato, che è stata affrontata durante le consultazioni di oggi, se ne è discusso, si è ipotizzata, è un tema sul tavolo, ma ancora tutto da definire. Tutti i leader, come del resto lo stesso Fico, sono consapevoli che il lavoro è oneroso, che occorre pazienza e determinazione, che c'è ancora molto da fare (va ancora risolta la 'questione' del nome del premier, che per i giallorossi deve essere Conte, mentre Iv insiste sul fatto che i nomi vengono dopo, prima si parla dei contenuti), diversi i nodi da sciogliere e le asperità da smussare. Intanto si registra la comune volontà di provare a verificare se è possibile concordare un programma, mettendo al centro il Recovery plan. Nella breve dichiarazione rilasciata dopo aver ottenuto l'incarico esplorativo da Mattarella, Fico non ha nascosto la consapevolezza dell'enorme responsabilità: "Il momento è molto delicato per il Paese, siamo chiamati ad affrontarlo con la massima responsabilità per dare risposte urgenti che i cittadini attendono", ha sottolineato. E oggi, viene spiegato, si è avviato un percorso, si è aperto un confronto sulle diverse posizioni. Naturalmente il percorso è ancora aperto, così come il confronto, e si capirà nelle prossime ore (Fico deve riferire l'esito della sua esplorazione al Capo dello Stato martedì) se esistono condizioni e margini per dar vita a un nuovo governo sostenuto da Pd, M5s, Leu e Iv tutti di nuovo insieme.

  • HuffPost Italia

    Silvio Berlusconi: "Serve un Governo dei migliori, Forza Italia responsabile"

    Il Cav agli alleati di centrodestra: "Nessuno ci detta la linea". E su Renzi: "Dice spesso cose giuste, rapporto futuro dipenderà da scelte che farà"

  • AGI

    ​Nei sondaggi cresce Forza Italia, il centrodestra è al 49%

    Qualcosa si muove nei sondaggi, nei giorni che hanno portato all'ufficializzazione della crisi di governo – con le dimissioni di Giuseppe Conte e l'avvio delle consultazioni [LINK https://www.agi.it/politica/news/2021-01-28/crisi-governo-quirinale-consultazioni-partiti-11184370/ ] da parte del Presidente della Repubblica. Nella nostra Supermedia settimanale, infatti, notiamo delle variazioni pressoché in tutti i partiti (tranne uno, come vedremo). Alcune variazioni sono minime: la Lega, ad esempio, si conferma con un dato quasi identico a quello di due settimane fa (23,6%) restando saldamente al primo posto tra le liste. Altre sono più significative: il PD (19,9%) riguadagna lo 0,3%, e anche il Movimento 5 Stelle fa registrare un +0,6% che lo riporta poco sotto il 15%. In generale, rispetto a 15 giorni fa – quando gli istituti demoscopici che avevano pubblicato sondaggi nei primi giorni dell'anno erano stati solo 4 – sembrano perdere terreno i partiti minori, mentre crescono i partiti medio-grandi. CODICE EMBED GRAFICO LISTE <div class="flourish-embed flourish-chart"></div> Oggi, con una Supermedia ben più “solida” (basata su 7 istituti diversi) il dato che salta all'occhio è quello di Forza Italia: con un +0,8% il partito di Silvio Berlusconi si riporta ben sopra l'8%, beneficiando – probabilmente – di una ritrovata centralità [LINK https://www.agi.it/politica/news/2021-01-26/crisi-governo-centrodestra-no-conte-ter-11168713/ ] nello scenario politico. FI è infatti l'unico partito che, con le dimissioni di Conte, sembra in grado di provocare un esito diverso rispetto all'opzione Conte-ter (chiesta da PD e M5S) e al voto anticipato (opzione preferita da Lega e FDI): e cioè una maggioranza “europeista”, allargata a Forza Italia ma con un premier diverso da Conte, per un cosiddetta “opzione Ursula” [LINK https://www.agi.it/politica/news/2021-01-27/conte-tira-dritto-pd-m5s-blindano-renzi-alza-tiro-11181578/ ]. L'altro dato da tenere d'occhio è quello dell'unico partito che rimane immobile: Fratelli d'Italia si conferma al terzo posto, ma il valore odierno – 16,3% – è esattamente identico da tre settimane a questa parte; in generale, la crescita impetuosa del partito di Giorgia Meloni sembra essersi interrotta, visto che la soglia del 16% era stata raggiunta (e oltrepassata) già a ottobre scorso. CODICE EMBED GRAFICO COALIZIONI <div class="flourish-embed flourish-chart"></div> Lo squilibrio tra maggioranza e opposizione è comunque evidente: anche grazie al recupero di Forza Italia, il centrodestra tocca il 49% dei consensi, quasi 8 punti in più della maggioranza di governo, ferma al 41,2% (dato che, per la cronaca, include ancora Italia Viva: senza il 3,1% dei renziani, il divario tra giallo-rossi e centrodestra supererebbe i 10 punti). Al netto del dato sulle intenzioni di voto ai partiti, è interessante vedere come la crisi abbia inciso sulla popolarità dei suoi principali protagonisti, ossia Conte e Renzi. Nessuno dei due sembra aver fatto passi avanti (né passi indietro) nei rispettivi indici di fiducia: come a dire che se, da un lato, Renzi non ha guadagnato consensi nel far cadere il Governo, dall'altro Conte non ha beneficiato di un “effetto solidarietà”: i suoi consensi rimangono piuttosto alti (tra il 40 e il 50 per cento a seconda degli istituti), mentre quelli di Renzi restano poco sopra il 10%, tra i più bassi in assoluto per quanto riguarda i leader politici. Non stupisce, quindi, che gli italiani non abbiano apprezzato la scelta di aprire una crisi: lo abbiamo visto [LINK https://www.agi.it/blog-italia/youtrend/post/2021-01-21/supermedia-sondaggi-dicono-fdi-continua-correre-lega-ai-minimi-11113033/ ] già nelle scorse settimane, e lo confermano ulteriormente i dati più recenti degli istituti Demopolis (il 56% definisce “inopportuna” l'apertura della crisi) e Ipsos (il 65% dice che Renzi ha fatto male ad aprirla). E ancora meno, alla luce di questi numeri, può sorprendere che tra Conte e Renzi gli italiani si siano schierati in maggioranza in difesa del primo. CODICE EMBED TWEET IPSOS <blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr"> Sondaggio <a href="https://twitter.com/IpsosItalia?ref_src=twsrc%5Etfw">@IpsosItalia</a> per <a href="https://twitter.com/diMartedi?ref_src=twsrc%5Etfw">@diMartedi</a><br><br>Il 47% degli italiani vorrebbe ancora <a href="https://twitter.com/hashtag/Conte?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Conte</a> come Presidente del Consiglio, il 40% no<br><br>1/ <a href="https://t.co/JS5DwkvL4I">pic.twitter.com/JS5DwkvL4I</a></p>— YouTrend (@you_trend) <a href="https://twitter.com/you_trend/status/1354356682634231810?ref_src=twsrc%5Etfw">January 27, 2021</a></blockquote> Ma ora che sono aperte le consultazioni, che fare? Nelle risposte a questa domanda, il dato che colpisce – e che forse può spiegare come mai il centrodestra non sia compatto nel chiedere nuove elezioni subito – è la difformità rispetto agli orientamenti di voto. Infatti, a domanda diretta (posta da Ipsos) il 48% degli italiani vorrebbe che Conte rimanesse Presidente del Consiglio, mentre il 40% preferirebbe di no. Anche dai dati SWG emerge una prevalenza (56%) di elettori che vorrebbero che il premier rimanesse al suo posto, provando a formare una maggioranza più ampia dopo essersi dimesso (10%) o persino con una maggioranza risicata al Senato, senza un appoggio certo da parte di IV (46%); la prosecuzione dell'esperienza di Conte a Palazzo Chigi è anche l'opzione che fa registrare la maggioranza relativa (40%) nei dati di Demopolis, laddove solo il 33% vorrebbe che si andasse a nuove elezioni (un dato che scende addirittura al 23% nel sondaggio SWG). In ogni caso, nella percezione degli italiani è davvero improbabile (nonché poco auspicabile) un rientro di Renzi nella maggioranza che sostiene Conte. Il 69% degli elettori intervistati da Ipsos vorrebbero infatti che Italia Viva restasse fuori da un (eventuale) nuovo esecutivo guidato dal premier dimissionario. Degno di nota è il fatto che, secondo SWG, tra gli elettori del PD meno di uno su cinque (19%) è favorevole a un rientro di IV nella maggioranza, e meno di uno su 10 (9%) tra quelli del Movimento 5 Stelle. Fin qui i dati sui leader, sui partiti e sulle loro mosse (passate e future). Ma è bene anche fare un passo indietro e guardare ai motivi “ufficiali” che hanno portato a questa crisi. Se è vero, come abbiamo visto, che Renzi e IV non hanno guadagnato consensi nelle ultime settimane, a che pro uscire dal Governo (e dalla maggioranza) per dei contrasti sulla gestione del Recovery Fund? Da questo punto di vista, i dati di EMG ci dicono che qualcosa si è mosso nella percezione dell'opinione pubblica: in una sola settimana, la quota di italiani che ritengono questo tema una priorità per il nuovo esecutivo è balzata dal 50 al 61 per cento. Se tra gli obiettivi di Italia Viva c'era una maggiore sensibilizzazione su questo tema, possiamo dire che almeno questo sia stato raggiunto. CODICE EMBED TWEET EMG <blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr"> Sondaggio EMG per <a href="https://twitter.com/agorarai?ref_src=twsrc%5Etfw">@agorarai</a> <br><br>Rispetto a una settimana fa, aumenta di 11 punti la % di italiani che indica il <a href="https://twitter.com/hashtag/RecoveryFund?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#RecoveryFund</a> tra le priorità della nuova maggioranza di governo <a href="https://t.co/yGL9dpF5hV">pic.twitter.com/yGL9dpF5hV</a></p>— YouTrend (@you_trend) <a href="https://twitter.com/you_trend/status/1354709356474998786?ref_src=twsrc%5Etfw">January 28, 2021</a></blockquote> In conclusione, all'indomani della Giornata della Memoria [LINK https://www.agi.it/cronaca/news/2021-01-27/giorno-memoria-mattarella-shoah-ricordare-dovere-civilta-11174671/ ] ci sembra doveroso dar conto dell'ultima rilevazione di SWG, che ogni anno chiede agli italiani se ritengono che nel nostro Paese vi siano sentimenti antisemiti. I dati di oggi ci dicono che a gennaio il 55% dei nostri concittadini ritiene che in Italia l'antisemitismo sia ancora molto o abbastanza diffuso, una percentuale in aumento rispetto agli scorsi anni (era il 49% due anni fa, e solo il 39% nel 2015). Questo aumento potrebbe essere indice di una crescente sensibilità su questo tema; ma è anche probabile che si tratti di una conseguenza degli episodi di intolleranza nei confronti degli ebrei che si sono manifestati negli ultimi anni. Un dato che sottolinea quindi, ancora una volta, l'importanza della ricorrenza del 27 gennaio. NOTA: La Supermedia YouTrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto, realizzati dal 14 al 27 gennaio dagli istituti Demopolis, EMG, Euromedia, Ipsos, Noto, SWG e Tecnè. La ponderazione è stata effettuata il giorno 28 gennaio sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato è disponibile sul sito ufficiale www.sondaggipoliticoelettorali.it.

  • AGI

    Renzi gela Conte, mandato esplorativo ad altro nome

    AGI - Matteo Renzi gela Giuseppe Conte. E stoppa (per il momento) le aspirazioni del presidente del Consiglio dimissionario a restare a palazzo Chigi. Serve prima un chiarimento politico (con gli ex alleati), per verificare se c'è ancora una maggioranza. In quel caso, Pd e M5s devono chiedere l'impegno di Italia viva. Solo allora si potrà discutere dei contenuti. Ne consegue che adesso, al termine delle consultazioni, non va dato un nuovo mandato al premier dimissionario, bensì un incarico esplorativo a un altro nome (che il leader di Iv si guarda bene dal pronunciare). Del resto, al momento non c'è più una maggioranza, così come non vi è una maggioranza alternativa. Il 'cerino', quindi, è ora nelle mani di dem e pentastellati, sta a loro fare un passo. Renzi lo dice senza indugi: "Noi siamo pronti ad appoggiare un governo, ma questa proposta politica necessita il passaggio ulteriore di capire se vogliono stare o no con noi. Devono confrontarsi con noi, non con gli hashtag. Poi discuteremo delle persone. Io non vedo altra maggioranza politica che non contempli Italia viva". Sia chiaro, i renziani - garantisce - non vogliono le elezioni anticipate, ma un governo politico in tempi brevi. La subordinata è un governo istituzionale, che non sarebbe la scelta preferita da Iv, ma Iv non si sottrarrebbe alla responsabilità. Renzi illustra la linea di Italia viva in 27 minuti davanti alle telecamere e ai giornalisti, dopo il colloquio con il Capo dello Stato al Quirinale. Linea spiegata ancor più nel dettaglio successivamente, quando viene riferito il contenuto del colloquio telefonico avuto nel pomeriggio - poco prima di salire al Colle - con Conte, che ha chiamato il senatore di Rignano. Poi, quando viene sintetizzato cosa Renzi ha detto a Sergio Mattarella nel chiuso delle consultazioni. E se di veto sul nome di Conte non si tratta, ci manca davvero poco. Dall'avvocato Renzi è 'diviso' non da problemi personali o caratteriali, tiene a precisare più volte il leader di Iv, ma da "enormi questioni politiche", spiega allo stesso Conte al di là della cornetta. Davanti ai giornalisti Renzi si toglie più di un sassolino dalle scarpe. "Abbiamo subito 15 giorni di fango" solo perché "siamo stati gli unici a porre problemi di merito", dice dopo l'incontro con Mattarella. E ancora: "Abbiamo sentito 'mai più con Italia viva', poi 'Iv è irresponsabile e inaffidabile'. Ma noi non siamo nè inaffidabili nè irresponsabili ma molto chiari e diretti: abbiamo sentito parole su di noi al limite dell'insulto", sottolinea. E chiede, di fatto, quel riconoscimento politico - non solo numerico - invocato da tempo. Tocca agli ex alleati andare da Italia viva a chiedere di sedersi al tavolo. "Rimettiamo la valutazione a chi in queste settimane ha messo veti su noi". Quindi, l'ex premier indica quali sono le priorità (dalla situazione sanitaria alla scuola, dalla crisi economica a quella occupazionale) su cui finora non ha "ricevuto risposte all'altezza", ribadisce che l'importante è parlare di "contenuti", tra cui anche il Mes, e spiega che il vero tema di cui bisognerebbe occuparsi ora sono i 209 miliardi del Recovery, perché - e qui cita Mario Draghi - se vengono "spesi male si farà debito cattivo". Renzi chiarisce subito: "Andare alle elezioni sarebbe un errore". Italia viva "vuole subito un governo politico", ma a Mattarella non fa nomi, tantomeno quello di Conte, "siamo ancora nella fase precedente". Non ha posto neanche veti, garantisce dopo il colloquio al Colle, perché "credo che dobbiamo adeguarci all'adagio latino 'Nomina sunt consequentia rerum'", ovvero i nomi sono conseguenti alle cose. Renzi ribadisce come "lo spettacolo della caccia ai senatori" sia "indecoroso", pur spiegando di non avere "pregiudizi" su una eventuale maggioranza composta anche dai responsabili del gruppo 'Europeistì. L'unico 'no' è a "maggioranze raccogliticce o populiste". Aggiunge, chiarendo ancor di più la posizione del partito, il presidente Iv Ettore Rosato: "Non siamo ancora disponibili a un governo con Conte". Fonti parlamentari renziane spiegano che 'nessuna strada è preclusà, e che Iv lascia aperta ogni possibilità. Ma prima di compiere qualsiasi mossa, serve un chiarimento politico. Serve, viene scandito, che Pd e M5s dicano cosa vogliono fare e come (e con chi).(AGI)Ser (Segue) (AGI) - Roma, 28 gen. - Subito dopo Renzi sale al Colle la delegazione del Pd. E al termine delle consultazioni, il volto scuro del segretario Zingaretti dice più di mille parole. Il leader dem non si concede alle domande dei giornalisti, ribadisce che il Pd è per il Conte ter. In serata è il vicesegretario Andrea Orlando a risponde a caldo all'ex premier. "Per riprendere Renzi in maggioranza bisogna capire se Renzi pone un veto su Conte o no. Ma se con Renzi i numeri della maggioranza restano risicati, si continuerà a ballare e per questo vogliamo un allargamento della maggioranza". Per il numero due del nazareno "l'ultima parola naturalmente spetta a Mattarella ma ci sono più scenari e si rischia di rotolare ad elezioni". Dai 5 stelle, che saliranno al Colle domani per l'ultimo giorno di consultazioni, non arriva alcuna replica ufficiale. Ma tra i pentastellati non si nega l'effetto "spiazzamento". "Come facciamo adesso a dire di no?". perché - è questo il ragionamento dei pentastellati - il senatore di Rignano ha gettato la palla, ancora una volta, nel campo avversario. In altre parole, se prima spettava al rottamatore dire sì o no a Giuseppe Conte, ora l'affare si complica e si chiede al resto della maggioranza, e in ultima analisi proprio a Conte, di pronunciarsi sulla presenza di Italia Viva nel governo. E la posizione dei Cinque Stelle, nei giorni scorsi, è stata netta: non si torna con chi si è dimostrato inaffidabile e irresponsabile. Ma, si chiedono i parlamentari, si tratta ancora di una posizione sostenibile? Al momento, però, la linea dei 5 stelle non cambia, viene assicurato: sostegno a Conte per il ter. Ed è il suo nome che domani la delegazione M5s farà a Mattarella.

  • Yahoo Notizie

    Mandato esplorativo, cos'è e perché può risolvere la crisi

    Cos’è il mandato esplorativo e perché potrebbe essere utile a risolvere la crisi di governo