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    Alba Parietti senza trucco in pigiama: i commenti dei fan

    Alba Parietti è recentemente apparsa su Instagram completamente senza trucco e in pigiama: i commenti dei fan si sono divisi

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    Bonus 100 euro dipendenti: tutto quello che c’è da sapere

    Tra le misure prese dal decreto Cura Italia a sostegno delle famiglie c’è anche un premio di 100 euro netti nella busta paga di lavoratori dipendenti pubblici e privati. Questo però, riferisce money.it, ha una platea di beneficiari ben definita: si tratta dei dipendenti che, durante il mese di marzo, hanno continuato a lavorare presso la propria sede, nonostante le misure di contenimento del contagio.  L’altro fondamentale requisito per poter beneficiare del bonus è avere un reddito da lavoro annuo non superiore a 40.000 euro. Si tratta quindi di un bonus destinato a quelle categorie di lavoratori che non possono svolgere le proprie mansioni in smart working.  Il premio spetta anche a chi si è recato qualche giorno del mese di marzo in ufficio, prima della pubblicazione del decreto a cui è seguito il lockdown della penisola: in questo caso, l’importo del premio sarà rimodulato in base ai giorni lavorati in sede.  Ci sono due modi in cui il bonus 100 euro può essere erogato ai dipendenti: nella busta paga di aprile, oppure come conguaglio di fine anno.  A dare maggiori informazioni è stata l’Agenzia delle Entrate, che ha spiegato come il calcolo per il bonus di 100 euro venga effettuato tramite il rapporto tra le ore effettive lavorate nel mese e le ore lavorabili come previsto contrattualmente.  La modalità di calcolo delle ore rimane la stessa anche per i lavoratori part-time. Nel conteggio non devono essere prese in considerazione le giornate di ferie o malattia.  Infine, è importante sottolineare che il premio è stato pensato per i dipendenti che non hanno potuto usufruire del lavoro agile nonostante il pericolo del contagio: di conseguenza, i lavoratori in smart working non hanno diritto al bonus 100 euro.

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    Gianni Morandi criticato per la foto con la mascherina: i dettagli

    Gianni Morandi è stato aspramente preso di mira sui social per via di una foto con la mascherina: le critiche mosse al cantante

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    Stasera in tv 10 aprile 2020: la programmazione completa

    Cosa c'è stasera in tv? La programmazione completa della serata di venerdì 10 aprile 2020.

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    Adnkronos

    Gualtieri: "In Europa prevarrà posizione italiana"

    "E' stato un ottimo primo tempo, naturalmente adesso dobbiamo vincere la partita al Consiglio europeo". Lo ha detto il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri nel corso di 'Uno Mattina' sottolineando: "In Europa prevarrà la posizione che l'Italia sta coraggiosamente sostenendo. Già sta prevalendo: lo strumento Sure, approvato anche dalla Germania, si finanzierà con l'emissione di titoli comuni". "Siamo vicini a spingere i Paesi ancora riluttanti ad accettare il fatto che anche questo fondo per la ripresa, per avere risorse necessarie, si finanzi emettendo bond. E' un cambiamento di prospettiva molto significativo, è noto che ci sono Paesi che resistono a questa prospettiva, ma stiamo spiegando che non chiediamo una mutualizzazione del debito passato ma chiediamo che le risorse per una sfida comune debbano essere risorse comuni", ha detto ancora Gualtieri.  "Con il rapporto approvato all'Eurogruppo si è passati dal testo sul quale avevamo messo il veto e che conteneva come unica proposta il Mes con alcune condizioni" a un testo "con quattro strumenti. Sul tavolo abbiamo messo una proposta di un fondo per la ripresa finanziato con l'emissione di titoli comuni. Inoltre - ha continuato il ministro - è stato proposto un fondo Bei da 200 miliardi per sostenere la liquidità delle imprese e proposto il meccanismo Sure, che con 100 miliardi alimenterà la cassa integrazione nei Paesi europei".  "Infine - ha detto Gualtieri - è stata eliminata ogni condizionalità sul Mes, per cui per i Paesi che lo vorranno ci sarà un'altra linea di liquidità pari al 2% del Pil, attivabile senza condizioni".  Quelli in discussione in Ue "sono strumenti nuovi che l'Europa prima non aveva. Sono risorse preziose che potranno arrivare a sostenere questo sforzo senza precedenti che l'italia e gli altri Paesi stanno realizzando, per affrontare un'emergenza economica che non si era mai vista, con quella giusta azione di contrasto all'epidemia che ha costi economici che devono essere sostenuti attraverso l'emissione massiccia di risorse per le famiglie, le imprese e i lavoratori", ha fatto presente ancora Gualtieri.

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    L’aneddoto di André Castro su Del Piero: “Si scusò con me, che spettacolo”

    André Castro ricorda un aneddoto accaduto molti anni fa: “Del Piero si scusò dopo avermi quasi colpito, pensai ‘Che spettacolo…’”.

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    Coronavirus, ricostruita la storia della pandemia

    Il 'paziente 0' della pandemia di Covid-19 si è infettato tra la metà di settembre e l'inizio di dicembre dell'anno scorso. A datare il primo caso umano di coronavirus Sars-CoV-2 è uno studio pubblicato su 'Pnas' da ricercatori dell'università di Cambridge nel Regno Unito e da colleghi tedeschi, che analizzando genomi virali completi sequenziati nel mondo dopo essere stati isolati da malati Covid ha ricostruito i primi passi dell'epidemia, identificando 3 diverse varianti genetiche del virus - la A, la B e la C, quest'ultima diffusa in Europa, Italia compresa - e avanzando ipotesi anche sull'ingresso del contagio nel nostro Paese: è arrivato "attraverso la prima infezione documentata in Germania il 27 gennaio", mentre "un'altra prima via di infezione italiana sembra correlata a un 'cluster' virale di Singapore". Gli scienziati hanno cercato di ricostruire i primi "percorsi evolutivi" di Covid-19 sfruttando tecniche che in genere vengono impiegate "per mappare i movimenti delle popolazioni umane preistoriche attraverso il Dna. E' la prima volta che sono state utilizzate per tracciare le vie di infezione di un coronavirus" come Sars-CoV-2, ritiene Peter Forster dell'ateneo britannico, autore principale dell'articolo. Lo studio ha analizzato i primi 160 genomi virali completi sequenziati da pazienti Covid nel mondo dal 24 dicembre al 4 marzo, un numero che da quando è stato condotto il lavoro a oggi è salito a 1.001 genomi. E i risultati dell'ultimo aggiornamento, dice Forster, suggeriscono appunto "che la prima infezione umana si sia verificata tra la metà di settembre e l'inizio di dicembre". "Ci sono troppe mutazioni rapide per definire in modo ordinato un albero genealogico Covid-19. Abbiamo usato un algoritmo matematico per visualizzare simultaneamente tutti gli alberi plausibili", spiega il genetista che per descrivere il risultato ottenuto usa una metafora presa in prestito all'astronomia: "La rete virale che abbiamo descritto è un'istantanea delle fasi iniziali di un'epidemia prima che i suoi percorsi evolutivi vengano oscurati da troppe mutazioni. E' un po' come catturare una supernova", un'esplosione di stelle nel momento in cui avviene. La ricerca ha quindi permesso di individuare "tre varianti distinte" del nuovo coronavirus, "costituite da gruppi di lignaggi strettamente correlati". La variante A è considerata dagli autori "la radice dell'epidemia", la più strettamente correlata al virus trovato sia nei pipistrelli che nei pangolini; la variante B deriva dalla A, dalla quale si distingue per due mutazioni, mentre a C è sua volta 'figlia' della B. Forster e colleghi hanno poi 'mappato' la diffusione delle varianti identificate, non senza qualche sorpresa: la A era sì presente a Wuhan, megalopoli cinese primo epicentro della pandemia, ma non era quella predominante in città, mentre è stata osservata in cittadini americani che avevano vissuto a Wuhan e in molti pazienti statunitensi e australiani. La variante più frequente a Wuhan era invece la B, prevalente nei malati di tutta l'Asia orientale, ma poco presente altrove. Come se ci fosse "una resistenza" contro questo tipo di virus nelle altre aree del pianeta, teorizzano gli autori. Un'altra possibile spiegazione è "che il virus B di Wuhan si possa essere adattato a una vasta parte della popolazione dell'Asia orientale", e che quindi Sars-CoV-2 abbia avuto bisogno di mutare per 'attecchire' in zone diverse del mondo. Non a caso, ragionano i ricercatori, "nella fase iniziale dell'epidemia assistiamo a un tasso di mutazione più lento in Asia orientale che altrove". Quanto alla variante C, è quella più diffusa in Europa, riscontrata nei primi pazienti diagnosticati in Francia, Italia, Svezia e Inghilterra. Sembra assente in Cina, ma è stata osservata a Singapore, Hong Kong e Corea del Sud. Secondo gli scienziati, che mettono a disposizione gratuitamente il software usato e le classificazioni degli oltre mille genomi esaminati, questa analisi filogenetica potrebbe essere ripetuta sulle ultime sequenze virali ottenute per aiutare a prevedere i futuri 'hot spot' della trasmissione virale. I punti caldi del contagio. "L'esame della rete filogenetica - commenta Forster - potrebbe contribuire a identificare fonti di infezione non documentate da mettere in quarantena per contenere un ulteriore propagarsi della malattia in tutto il mondo".