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Coronavirus, segnali di speranza | Le buone notizie

  • Yahoo Notizie

    Coronavirus, lo sposo potrà tornare a baciare la sposa

    Cade anche un secondo obbligo: quello, per i sacerdoti, di indossare i guanti monouso durante la distribuzione della Comunione.

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    Arcuri ai medici: "Ci avete aiutato più di quanto pensiate"

    "Ricordo di avervi accompagnato con il ministro Boccia a Bergamo, erano i giorni più duri della corsa contro il tempo che tutti insieme stavamo facendo per cercare di contrastare questo drammatico e imprevisto nemico. Sono tornato e ho pensato che in fondo voi ci stavate aiutando più di quanto pensavate. Ci stavate aiutando a non sentirci soli, e non sto scherzando, ci stavate aiutando a guadagnare tempo". Commosso, serio, così Domenico Arcuri, Commissario straordinario per l'emergenza Covid-19, si è rivolto ai medici e agli infermieri premiati oggi per il loro impegno nella lotta alla pandemia.  "All'inizio - ricorda - eravamo disarmati, come qualsiasi altra nazione del mondo: oggi, dopo soli tre mesi possiamo dire di esser stati straordinari. Siete serviti anche a me, in silenzio, quando sono tornato qui quella sera (da Bergamo, ndr) ho pensato che eravamo un Paese straordinario e che delle persone con un trolley e poco preavviso, solo per la fierezza e l'orgoglio di fare del bene agli altri si erano messe in cammino come stavamo facendo noi. In questi mesi abbiamo fatto tutti un lavoro straordinario, abbiamo distribuito alle Regioni il 90% degli strumenti per la terapia intensiva che erano stati distribuiti dal dopoguerra fino a febbraio, abbiamo raggiunto la vetta dei grandi Paesi del mondo che riescono a fare tamponi per numero di abitante, distribuito 512 milioni di mascherine".  "Vi ringrazio e vi faccio due raccomandazioni - conclude - il Covid non è ancora finito, finirà quando in alcuni miliardi di dosi sarà possibile somministrare il vaccino a tutti i cittadini del mondo che saranno nella necessità di doverlo assumere. Grazie al presidente Conte, ai ministri, al dottor Borrelli, al Commissario, siamo molto più forti e attrezzati di come eravamo tre mesi fa e questo è dovuto al vostro impegno. Quelle drammatiche notti, come quella che abbiamo fatto a Orio al Serio, in questo aeroporto vuoto, non le vivremo più. La seconda e ultima raccomandazione: dovete essere davvero seri e orgogliosi di voi stessi, non vi dovete dimenticare niente. La memoria di quello che si fa per sé e per gli altri è un fondamentale collante che tiene insieme un popolo, una comunità, una nazione, siate orgogliosi di quello che avete fatto e raccontatelo a chiunque, anche qualche volta pensando che non vi credano".

  • Adnkronos

    Coronavirus, vaccino contro morbillo potrebbe proteggere da forme gravi

    La somministrazione del vaccino Mmr (morbillo, parotite, rosolia) potrebbe servire come misura preventiva per smorzare l'infiammazione settica associata all'infezione da Covid-19, secondo un team di esperti che riportano le loro osservazioni su 'mBio', rivista dell'American Society for Microbiology.  Si tratta di ricercatori dell'Università statale della Louisiana e della Tulane University School of Medicine a New Orleans, che ricordano come la vaccinazione con Mmr in soggetti immunocompetenti non abbia controindicazioni e possa essere particolarmente efficace per gli operatori sanitari, facilmente esposti a Covid-19. "I vaccini vivi attenuati sembrano avere alcuni benefici non specifici, oltre a garantire l'immunità al patogeno bersaglio - spiegano - Uno studio clinico in popolazioni ad alto rischio potrà fornire prove sull'opportunità di una misura preventiva a basso rischio per salvare vite umane durante la pandemia di Covid-19. Ma mentre stiamo conducendo le prove cliniche, non crediamo che farà male a nessuno la somministrazione di un vaccino che protegga da morbillo, parotite e rosolia con il potenziale ulteriore vantaggio di aiutare contro Covid-19". Prove crescenti dimostrano che i vaccini vivi attenuati forniscono una protezione non specifica contro le infezioni non correlate al patogeno bersaglio del vaccino, inducendo cellule immunitarie innate non specifiche 'addestrate' a migliorare la risposta dell'ospite. E lo fanno 'allenando' i precursori dei leucociti (cellule del sistema immunitario) nel midollo osseo, affinché funzionino più efficacemente contro insulti infettivi più ampi. A supporto dell'ipotesi dei ricercatori ci sono i sintomi più lievi osservati nei 955 marinai americani risultati positivi a Covid-19: la vaccinazione Mmr è stata somministrata a tutte le reclute della Marina americana. Inoltre, i dati epidemiologici suggeriscono una correlazione tra le persone in aree geografiche che ricevono abitualmente il vaccino Mmr e i ridotti tassi di mortalità per Covid-19. E lo stesso fatto che il coronavirus non abbia avuto un grande impatto sui bambini, secondo gli esperti potrebbe essere legato alla circostanza che la maggior parte di loro viene vaccinata contro il morbillo. Gli studiosi propongono dunque una sperimentazione clinica per verificare se il vaccino Mmr possa realmente proteggere contro Covid-19, ma nel frattempo suggeriscono che tutti gli adulti, in particolare gli operatori sanitari e delle case di cura, si vaccinino.

  • Askanews

    Uno steroide riduce mortalità nei pazienti più gravi

    Secondo studio clinico britannico "Recovery"

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    Trapianto di midollo su bimbo positivo a coronavirus

    Trapianto di midollo su un bimbo di 6 anni positivo al coronavirus Sars-CoV-2. L'intervento, eseguito all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, "è riuscito", riferiscono dalla struttura. Il piccolo paziente, affetto da leucemia linfoblastica acuta, era stato sottoposto al trattamento con plasma iperimmune, ottenuto da un guarito dall'infezione virale. Il bambino era risultato positivo al nuovo coronavirus nel mese di marzo, con tutta la famiglia, sia la mamma che il papà. Per favorire l'eliminazione di Sars-CoV-2, era stato ricoverato al Centro Covid di Palidoro e sottoposto in via compassionevole al trattamento con plasma ottenuto da un guarito da Covid-19. Una volta negativizzato, è stato possibile eseguire l'atteso trapianto con le cellule staminali emopoietiche prelevate dal papà, anche lui nel frattempo guarito dal virus.  "E' la dimostrazione di come la collaborazione tra centri di eccellenza presenti nella regione Lazio, improntata allo scrupoloso rispetto delle corrette procedure cliniche e scientifiche, consenta di ottenere le risposte più efficaci per i pazienti anche in tempi di pandemia", è la riflessione di Franco Locatelli, direttore del Dipartimento di oncoematologia e terapia cellulare e genica del Bambino Gesù e professore di Pediatria alla Sapienza Università di Roma. Al bambino sono state infuse le cellule staminali emopoietiche del papà, scelto come donatore, appositamente manipolate per eliminare i linfociti T alfa/beta+, cellule pericolose per l'organismo del ricevente. Si tratta della tecnica messa a punto proprio dall'équipe di Locatelli e sviluppata nell'ospedale pediatrico della Santa Sede con la più ampia casistica al mondo: circa 700 i trapianti da genitore fino ad oggi su bimbi con leucemie e tumori del sangue. "Voglio ringraziare personalmente i colleghi dell'ospedale Spallanzani, in particolare Giuseppe Ippolito, e i colleghi dell'ospedale San Camillo, con cui abbiamo il piacere di condividere questo risultato positivo", conclude Locatelli.  Ora il bambino sta bene, dicono dall'ospedale, non ha avuto complicanze e verrà sottoposto ai normali controlli post-trapianto. La famiglia nell'ottobre 2019 è arrivata in Italia da Londra, dove risiede, per curare al Bambino Gesù una recidiva della malattia da cui il piccolo è affetto. Per fronteggiare la leucemia linfoblastica acuta, è necessario un trapianto di midollo e l'équipe del Dipartimento di oncoematologia e terapia cellulare e genica dà il via al programma di terapie preparatorie: il bambino viene sottoposto a chemio e immunoterapia per abbassare la 'carica' della malattia fino alla soglia che consente al trapianto di avere le migliori probabilità di successo.  Nei mesi si alternano assistenza a domicilio e trattamenti in ospedale, le cure producono l'effetto sperato e si avvicina il momento del trapianto. Non avendo trovato un donatore compatibile, si decide di procedere con il trapianto di cellule staminali emopoietiche da genitore. A marzo 2020, in piena pandemia, i genitori vengono sottoposti alle indagini necessarie per stabilire quale sarà il candidato alla donazione di midollo. E' previsto anche lo screening per Covid-19. E l'intera famiglia risulta positiva: papà e figlio asintomatici, la mamma con lievi sintomi. Per procedere con il trapianto bisogna attendere che tutti siano negativi, in particolare il piccolo che ha difese immunitarie già compromesse dalla leucemia. Al tempo stesso, è necessario rispettare il programma di intervento per scongiurare una nuova recidiva del tumore. Con il plasma iperimmune si tenta di dare al piccolo delle 'armi' in più per eliminare virus e ridurre il rischio di complicanze indotte dall'infezione, mettendo in circolo una carica di anticorpi 'forti'. Ottenuto l'ok per uso compassionevole dal Comitato etico del Bambino Gesù e il nulla osta del Centro regionale sangue, il trattamento scatta il 9 maggio nel Centro Covid di Palidoro.  Il trattamento è stato reso possibile in collaborazione con l'ospedale Spallanzani (per il reclutamento del donatore di plasma con il migliore titolo di anticorpi neutralizzanti) e l'ospedale San Camillo (per la raccolta del plasma tramite aferesi, inattivazione - procedura con cui vengono bloccati gli eventuali patogeni presenti - e congelamento). Nel frattempo, anche il papà, donatore di midollo prescelto, risulta finalmente negativo al tampone e tutto è pronto per gli ultimi controlli prima del trapianto, che avviene il 29 maggio, nella sede del Bambino Gesù del Gianicolo. Al bambino vengono infuse le staminali del papà, appositamente manipolate per eliminare i linfociti T alfa/beta+, cellule pericolose per l'organismo del ricevente. Il piccolo ora è "in ottime condizioni generali, non ha avuto complicanze post-trapianto, le cellule del papà si stanno moltiplicando e si avvia verso la guarigione completa", dicono dal Bambino Gesù. La percentuale di guarigione con il trapianto di midollo da uno dei 2 genitori è oggi sovrapponibile a quella ottenuta utilizzando un donatore perfettamente idoneo.

  • HuffPost Italia

    L'immunologo premio Nobel per la medicina: "La seconda ondata non ci sarà"

    La previsione dagli USA del virologo Bruce Beutler: "La popolazione non è così vulnerabile come all’inizio"

  • Yahoo Notizie

    Coronavirus, per i malati gravi speranze da un farmaco anticancro

    Una nuova speranza per i pazienti in gravi condizioni affetti da COVID-19 arriva da un farmaco in grado di bloccare un enzima, chiamato 'tirosin chinasi Bruton' e coinvolto nella 'tempesta infiammatoria' che aggrava la sindrome.

  • Adnkronos

    Ilaria Capua: "Vaccino coronavirus arriverà, seconda ondata forse no"

    "Il vaccino arriverà, la seconda ondata potrebbe non esserci". Sono le parole di Ilaria Capua, in collegamento con Le parole della settimana su Raitre. Si parte dalle affermazioni del professor Zangrillo, secondo cui il coronavirus "clinicamente non esiste più". "Credo che il professor Zangrillo non parli a sproposito, ci credo che il virus clinicamente non esista più. Ma non è merito del virus. Il virus fa il virus, è un agente patogeno che si manifesta in maniera diversa a seconda di diversi fattori. Uno di questi è l'età del paziente. In realtà credo sia migliorato tutto il sistema, ma quando si dice che il virus si è indebolito è come dire che una macchina va a 3 cilindri. Il genoma del virus non è cambiato, non si può dire che si sia indebolito o che sia diventato più aggressivo: è sempre un motore a 4 cilindri", dice la scienziata, che dirige l'One Health Center alla University of Florida e che ha appena pubblicato il libro Il Dopo. "La seconda ondata non viene dalle fogne e non viene da una maledizione divina. Viene da noi. Il virus sta circolando, se le persone più fragili continueranno a seguire determinati comportamenti e si manterranno lontane dal contagio, la seconda ondata potrebbe non esserci", prosegue. Capitolo vaccino: "Ci sono tanti vaccini in pista, il vaccino arriverà. Uno dei problemi è che avere centinaia di milioni di dosi richiede tempo. Credo però che non bisogna appoggiare la nostra speranza sul vaccino, sarà una delle armi che avremo per combattere questo nuovo nemico invisibile con cui dovremo convivere. Abbiamo farmaci e terapie, sono ottimista. Se riusciremo a mantenere questi comportamenti, il virus verrà sconfitto o almeno confinato".

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    Famotidina, il farmaco per lo stomaco contro il coronavirus

    Un nuovo studio ha permesso di osservare miglioramenti significativi e rapidi in pazienti colpiti dal Covid-19 che prendono il comunissimo farmaco per lo stomaco a base di 'famotidina'.

  • Adnkronos

    Fase 3, Arcuri: "Libertà riconquistata, ora preserviamola"

    di Enzo Bonaiuto "Senza il lockdown dall'11 marzo, il 3 giugno sarebbe stato un giorno come un altro: senza i sacrifici di tutti noi, le nostre città sarebbero state ancora vuote e desolate e doloranti e i nostri balconi addobbati solo di bandiere silenziose...". E' la riflessione del commissario straordinario per l'emergenza coronavirus Domenico Arcuri, con cui apre la conferenza stampa dalla sede della Protezione Civile. "Senza una consapevole gestione dell'emergenza - prosegue Arcuri - il coronavirus si sarebbe esteso probabilmente in tutto il Paese con la stessa profondità e la stessa drammatica gravità. E invece, finalmente, il 3 giugno non è stato un giorno come un altro: abbiamo riconquistato la nostra libertà che ha un valore incommensurabile, ma ora dobbiamo preservarla - avverte il commissario straordinario - Dipende da noi e dai nostri comportamenti che quei giorni non ritornino". "Il vaccino non è stato ancora trovato: dobbiamo essere consapevoli che la crescita della mobilità moltiplica i contatti con gli altri e quindi potenzialmente moltiplica le possibilità di contagio" avverte inoltre Arcuri. "Questa non è né più né meno che una evidenza statistica", tiene a chiarire. "In questa fase dell'emergenza, noi abbiamo allora un dovere rinnovato: cercare ancora di più il virus, riconoscerlo, stanarlo, indebolirlo. Servono i tamponi, servono i reagenti per estrazione e per amplificazione, serve una rinnovata strategia e un crescente impegno nei test molecolari - sottolinea - In queste ultime settimane abbiamo lavorato con le Regioni, che hanno tutte collaborato, con l'obiettivo di trovare il numero maggiore possibile delle componenti che servono a fare i test molecolari nel numero massimo possibile". "Abbiamo calcolato - riferisce - che, alla fine dell'anno, il 28% della popolazione italiana potrà essere sottoposta a un tampone, se ciò sarà necessario o anche soltanto utile". "Si tratta quasi di un italiano su tre: faremo tante 'fotografie', ma - tiene a sottolineare Arcuri - non ci stancheremo mai di dire che il tampone non è un passaporto sanitario di immunità, ma è una istantanea che ci dice se in quel momento il coronavirus ci ha colpito oppure no". Dall'inizio della crisi coronavirus in Italia, "sono stati somministrati in media 39.500 tamponi al giorno; nel mese di maggio la media è salita a 61.000 ogni giorno. C'eravamo posti l'obiettivo di far crescere stabilmente questo numero, d'accordo con il ministero della Salute e il Comitato tecnico scientifico, fino a 84.000 tamponi al giorno, numero ragionevole anche considerando la flessione della curva dei contagi - riferisce il commissario straordinario - Siamo riusciti a superare questo risultato e dai prossimi giorni sarà possibile effettuare fino a 89.000 tamponi al giorno, con un +47% rispetto al dato già rilevante dell'ultimo mese".

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