Argomento

Coronavirus, segnali di speranza | Le buone notizie

  • notizie.it

    I dati sul Covid nel mondo sono positivi

    Buone notizie dall'Oms: secondo gli esperti, la pandemia nel mondo sta rallentando.

  • notizie.it

    Milano, segnali di speranza per il ragazzo di 17 anni ricoverato per Covid

    Sono in lento miglioramento le condizioni del 17enne ricoverato in terapia intensiva al Policlinico di Milano per Covid.

  • Adnkronos

    Covid 'scovato' dal fiuto dei cani, risultati promettenti

    Individuare i casi di positività al nuovo coronavirus grazie al fiuto di cani addestrati a riconoscere la 'firma' olfattiva del Sars-CoV-2. E' l'obiettivo di diversi promettenti studi in corso, che partono da ricerche già effettuate sulla capacità di cani, attualmente sfruttata in molti settori (droga, esplosivi ecc), di riconoscere tracce di odori. Un meccanismo che in medicina è stato già testato per alcune specifiche malattie, i tumori in particolare, con risultati che fanno nutrire buone speranze.  Se i ricercatori riuscissero a raggiungere risultati positivi con il patogeno della Covid-19, lo screening per questa infezione, che può essere contratta da qualunque persona, diventerebbe più facile. In Francia - come si legge su 'Le Monde' - l'Accademia nazionale di medicina e l'Accademia veterinaria stanno analizzando la questione per arrivare a una posizione comune su queste ricerche che, secondo gli esperti delle due istituzioni, sono promettenti ma necessitano ancora di molti studi.  Alla base delle ricerche in corso il fatto che il virus, pur non avendo un suo odore, quando entra nella cellula ospite libera molecole differenti da quelle rilasciate da cellule sane. E alcune sono specifiche del virus. I compito dei ricercatori è quello di trovare la 'traccia olfattiva' propria del virus e insegnare ai cani a riconoscerla.

  • Adnkronos

    Coronavirus, Vaia: "Test rapidi funzionano"

    I due test rapidi appena validati dall'Istituto Lazzaro Spallanzani per la ricerca del coronavirus "funzionano" ed è positiva "l'immediata risposta della Regione Lazio per il loro impiego nelle aree di afflusso di cittadini provenienti da Paesi nei quali il virus è in fase di crescita. Altrettanto ci auguriamo venga fatto a monte, evitando che entrino nel nostro Paese cittadini positivi". A dirlo Francesco Vaia, direttore sanitario dell'Istituto Spallanzani che sui risultati ottenuti con i due test - tamponi naso-faringe che permettono di avere una risposta veloce e affidabile sulla presenza del virus - ha inviato la sua relazione al ministero della Salute.  "Al laboratorio di virologia del nostro istituto dall’inizio della pandemia - spiega Vaia - è stato più volte richiesto, sia da istituzioni pubbliche sia da privati, di valutare test per la diagnosi di infezione da nuovo coronavirus. Anche in questo periodo le autorità sanitarie ci hanno chiesto di validare alcuni test rapidi per la ricerca dell’antigene (virus o parti di esso) che danno il risultato in 15 minuti. Abbiamo riferito alle istituzioni che ne avevano fatto richiesta i risultati preliminari delle indagini finora svolte e restiamo come sempre disponibili ad effettuare ricerche e verifiche per migliorare la qualità e rispondenza dell'armamentario diagnostico a nostra disposizione".

  • Yahoo Notizie

    Coronavirus, possibile cura con gli anticorpi dei lama

    Una nuova possibile cura per il coronavirus è in arrivo dai lama: grazie a questi simpatici animali, infatti, sono stati prodotti in laboratorio due nano-corpi

  • Yahoo Notizie

    Coronavirus, lo sposo potrà tornare a baciare la sposa

    Cade anche un secondo obbligo: quello, per i sacerdoti, di indossare i guanti monouso durante la distribuzione della Comunione.

  • Adnkronos

    Arcuri ai medici: "Ci avete aiutato più di quanto pensiate"

    "Ricordo di avervi accompagnato con il ministro Boccia a Bergamo, erano i giorni più duri della corsa contro il tempo che tutti insieme stavamo facendo per cercare di contrastare questo drammatico e imprevisto nemico. Sono tornato e ho pensato che in fondo voi ci stavate aiutando più di quanto pensavate. Ci stavate aiutando a non sentirci soli, e non sto scherzando, ci stavate aiutando a guadagnare tempo". Commosso, serio, così Domenico Arcuri, Commissario straordinario per l'emergenza Covid-19, si è rivolto ai medici e agli infermieri premiati oggi per il loro impegno nella lotta alla pandemia.  "All'inizio - ricorda - eravamo disarmati, come qualsiasi altra nazione del mondo: oggi, dopo soli tre mesi possiamo dire di esser stati straordinari. Siete serviti anche a me, in silenzio, quando sono tornato qui quella sera (da Bergamo, ndr) ho pensato che eravamo un Paese straordinario e che delle persone con un trolley e poco preavviso, solo per la fierezza e l'orgoglio di fare del bene agli altri si erano messe in cammino come stavamo facendo noi. In questi mesi abbiamo fatto tutti un lavoro straordinario, abbiamo distribuito alle Regioni il 90% degli strumenti per la terapia intensiva che erano stati distribuiti dal dopoguerra fino a febbraio, abbiamo raggiunto la vetta dei grandi Paesi del mondo che riescono a fare tamponi per numero di abitante, distribuito 512 milioni di mascherine".  "Vi ringrazio e vi faccio due raccomandazioni - conclude - il Covid non è ancora finito, finirà quando in alcuni miliardi di dosi sarà possibile somministrare il vaccino a tutti i cittadini del mondo che saranno nella necessità di doverlo assumere. Grazie al presidente Conte, ai ministri, al dottor Borrelli, al Commissario, siamo molto più forti e attrezzati di come eravamo tre mesi fa e questo è dovuto al vostro impegno. Quelle drammatiche notti, come quella che abbiamo fatto a Orio al Serio, in questo aeroporto vuoto, non le vivremo più. La seconda e ultima raccomandazione: dovete essere davvero seri e orgogliosi di voi stessi, non vi dovete dimenticare niente. La memoria di quello che si fa per sé e per gli altri è un fondamentale collante che tiene insieme un popolo, una comunità, una nazione, siate orgogliosi di quello che avete fatto e raccontatelo a chiunque, anche qualche volta pensando che non vi credano".

  • Adnkronos

    Coronavirus, vaccino contro morbillo potrebbe proteggere da forme gravi

    La somministrazione del vaccino Mmr (morbillo, parotite, rosolia) potrebbe servire come misura preventiva per smorzare l'infiammazione settica associata all'infezione da Covid-19, secondo un team di esperti che riportano le loro osservazioni su 'mBio', rivista dell'American Society for Microbiology.  Si tratta di ricercatori dell'Università statale della Louisiana e della Tulane University School of Medicine a New Orleans, che ricordano come la vaccinazione con Mmr in soggetti immunocompetenti non abbia controindicazioni e possa essere particolarmente efficace per gli operatori sanitari, facilmente esposti a Covid-19. "I vaccini vivi attenuati sembrano avere alcuni benefici non specifici, oltre a garantire l'immunità al patogeno bersaglio - spiegano - Uno studio clinico in popolazioni ad alto rischio potrà fornire prove sull'opportunità di una misura preventiva a basso rischio per salvare vite umane durante la pandemia di Covid-19. Ma mentre stiamo conducendo le prove cliniche, non crediamo che farà male a nessuno la somministrazione di un vaccino che protegga da morbillo, parotite e rosolia con il potenziale ulteriore vantaggio di aiutare contro Covid-19". Prove crescenti dimostrano che i vaccini vivi attenuati forniscono una protezione non specifica contro le infezioni non correlate al patogeno bersaglio del vaccino, inducendo cellule immunitarie innate non specifiche 'addestrate' a migliorare la risposta dell'ospite. E lo fanno 'allenando' i precursori dei leucociti (cellule del sistema immunitario) nel midollo osseo, affinché funzionino più efficacemente contro insulti infettivi più ampi. A supporto dell'ipotesi dei ricercatori ci sono i sintomi più lievi osservati nei 955 marinai americani risultati positivi a Covid-19: la vaccinazione Mmr è stata somministrata a tutte le reclute della Marina americana. Inoltre, i dati epidemiologici suggeriscono una correlazione tra le persone in aree geografiche che ricevono abitualmente il vaccino Mmr e i ridotti tassi di mortalità per Covid-19. E lo stesso fatto che il coronavirus non abbia avuto un grande impatto sui bambini, secondo gli esperti potrebbe essere legato alla circostanza che la maggior parte di loro viene vaccinata contro il morbillo. Gli studiosi propongono dunque una sperimentazione clinica per verificare se il vaccino Mmr possa realmente proteggere contro Covid-19, ma nel frattempo suggeriscono che tutti gli adulti, in particolare gli operatori sanitari e delle case di cura, si vaccinino.

  • Askanews

    Uno steroide riduce mortalità nei pazienti più gravi

    Secondo studio clinico britannico "Recovery"

  • Adnkronos

    Trapianto di midollo su bimbo positivo a coronavirus

    Trapianto di midollo su un bimbo di 6 anni positivo al coronavirus Sars-CoV-2. L'intervento, eseguito all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, "è riuscito", riferiscono dalla struttura. Il piccolo paziente, affetto da leucemia linfoblastica acuta, era stato sottoposto al trattamento con plasma iperimmune, ottenuto da un guarito dall'infezione virale. Il bambino era risultato positivo al nuovo coronavirus nel mese di marzo, con tutta la famiglia, sia la mamma che il papà. Per favorire l'eliminazione di Sars-CoV-2, era stato ricoverato al Centro Covid di Palidoro e sottoposto in via compassionevole al trattamento con plasma ottenuto da un guarito da Covid-19. Una volta negativizzato, è stato possibile eseguire l'atteso trapianto con le cellule staminali emopoietiche prelevate dal papà, anche lui nel frattempo guarito dal virus.  "E' la dimostrazione di come la collaborazione tra centri di eccellenza presenti nella regione Lazio, improntata allo scrupoloso rispetto delle corrette procedure cliniche e scientifiche, consenta di ottenere le risposte più efficaci per i pazienti anche in tempi di pandemia", è la riflessione di Franco Locatelli, direttore del Dipartimento di oncoematologia e terapia cellulare e genica del Bambino Gesù e professore di Pediatria alla Sapienza Università di Roma. Al bambino sono state infuse le cellule staminali emopoietiche del papà, scelto come donatore, appositamente manipolate per eliminare i linfociti T alfa/beta+, cellule pericolose per l'organismo del ricevente. Si tratta della tecnica messa a punto proprio dall'équipe di Locatelli e sviluppata nell'ospedale pediatrico della Santa Sede con la più ampia casistica al mondo: circa 700 i trapianti da genitore fino ad oggi su bimbi con leucemie e tumori del sangue. "Voglio ringraziare personalmente i colleghi dell'ospedale Spallanzani, in particolare Giuseppe Ippolito, e i colleghi dell'ospedale San Camillo, con cui abbiamo il piacere di condividere questo risultato positivo", conclude Locatelli.  Ora il bambino sta bene, dicono dall'ospedale, non ha avuto complicanze e verrà sottoposto ai normali controlli post-trapianto. La famiglia nell'ottobre 2019 è arrivata in Italia da Londra, dove risiede, per curare al Bambino Gesù una recidiva della malattia da cui il piccolo è affetto. Per fronteggiare la leucemia linfoblastica acuta, è necessario un trapianto di midollo e l'équipe del Dipartimento di oncoematologia e terapia cellulare e genica dà il via al programma di terapie preparatorie: il bambino viene sottoposto a chemio e immunoterapia per abbassare la 'carica' della malattia fino alla soglia che consente al trapianto di avere le migliori probabilità di successo.  Nei mesi si alternano assistenza a domicilio e trattamenti in ospedale, le cure producono l'effetto sperato e si avvicina il momento del trapianto. Non avendo trovato un donatore compatibile, si decide di procedere con il trapianto di cellule staminali emopoietiche da genitore. A marzo 2020, in piena pandemia, i genitori vengono sottoposti alle indagini necessarie per stabilire quale sarà il candidato alla donazione di midollo. E' previsto anche lo screening per Covid-19. E l'intera famiglia risulta positiva: papà e figlio asintomatici, la mamma con lievi sintomi. Per procedere con il trapianto bisogna attendere che tutti siano negativi, in particolare il piccolo che ha difese immunitarie già compromesse dalla leucemia. Al tempo stesso, è necessario rispettare il programma di intervento per scongiurare una nuova recidiva del tumore. Con il plasma iperimmune si tenta di dare al piccolo delle 'armi' in più per eliminare virus e ridurre il rischio di complicanze indotte dall'infezione, mettendo in circolo una carica di anticorpi 'forti'. Ottenuto l'ok per uso compassionevole dal Comitato etico del Bambino Gesù e il nulla osta del Centro regionale sangue, il trattamento scatta il 9 maggio nel Centro Covid di Palidoro.  Il trattamento è stato reso possibile in collaborazione con l'ospedale Spallanzani (per il reclutamento del donatore di plasma con il migliore titolo di anticorpi neutralizzanti) e l'ospedale San Camillo (per la raccolta del plasma tramite aferesi, inattivazione - procedura con cui vengono bloccati gli eventuali patogeni presenti - e congelamento). Nel frattempo, anche il papà, donatore di midollo prescelto, risulta finalmente negativo al tampone e tutto è pronto per gli ultimi controlli prima del trapianto, che avviene il 29 maggio, nella sede del Bambino Gesù del Gianicolo. Al bambino vengono infuse le staminali del papà, appositamente manipolate per eliminare i linfociti T alfa/beta+, cellule pericolose per l'organismo del ricevente. Il piccolo ora è "in ottime condizioni generali, non ha avuto complicanze post-trapianto, le cellule del papà si stanno moltiplicando e si avvia verso la guarigione completa", dicono dal Bambino Gesù. La percentuale di guarigione con il trapianto di midollo da uno dei 2 genitori è oggi sovrapponibile a quella ottenuta utilizzando un donatore perfettamente idoneo.

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