Argomento

Emergenza Coronavirus

Tutto ciò che devi sapere sul COVID-19

CONDIVIDI QUESTA PAGINA

ConfermatiDeceduti
Italia233.01933.415
Nel mondo6.040.902371.329
Ultimo aggiornamento: mag 31 Fonte dati: CDC, WHO

I dati dell'emergenza in Italia e nel mondo

Videoconsigli per difendersi dal COVID-19

Coronavirus, simulazione di contagio in treno

Il video realizzato dalla MSC Software mostra come, anche solo parlando, in un treno della metropolitana sia facile contagiare un'altra persona. Al contrario indossare la mascherina limita molto il rischio.
  • 00:46
  • 01:35
  • 00:55
  • 02:40
  • 01:17

Le buone notizie: segnali di speranza

  • Adnkronos

    Coronavirus, Lopalco: "Prima ondata pandemia si spegne"

    I dati sui nuovi casi di Covid-19 ci dicono che siamo di fronte "alla prima ondata pandemica che si sta spegnendo" e i nuovi positivi "che vediamo oggi sono tutti asintomatici che attivamente andiamo a cercare". Lo afferma l'epidemiologo Pier Luigi Lopalco, docente di Igiene all'Università di Pisa e dirigente coordinatore per le emergenze epidemiologiche della Regione Puglia, che sui 'numeri' della Lombardia, regione con circa la metà dei casi e dei decessi totali, spiega: "Siccome lì il numero di portatori nella popolazione è più alto delle altre regioni, bisogna capire se le aperture, col fatto che c'è questa più alta concentrazione di portatori, hanno attivato o meno una nuova circolazione del virus".  "Questo è l'elemento di valutazione che va fatto in Lombardia", aggiunge Lopalco, ribadendo l'importanza di "capire la data reale dell'infezione a cui si riferiscono i dati, perchè - spiega - se il tampone viene fatto con 10 giorni di ritardo rispetto alla segnalazione il dato si riferisce a infezione vecchia. Questo aspetto è molto importante e purtroppo il numero assoluto dei bollettini non ci dà questa informazione. Non è escluso infatti - conclude - che questa coda di casi dipenda dal fatto che si tratta di vecchie infezioni evidenziate ora".

  • Yahoo Notizie

    Spadafora: "La Serie A riprende il 20 giugno"

    l ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, annuncia la ripresa del campionato di calcio. La Serie A ricomincerà il 20 giugno, ma già la settimana prima potrebbe completarsi la Coppa Italia con le due semifinali di ritorno e la finalissima.

  • Yahoo Notizie

    Milano, 18enne ha i polmoni "bruciati" dal coronavirus: salvato da trapianto record

    Il calvario di Francesco, salvato dai medici del Policlinico. Il giovane è il primo positivo al virus in Europa a essere sottoposto a un trapianto di polmoni.

  • Yahoo Notizie

    A 111 anni sconfigge il Covid-19: l'incredibile storia di Juana

    E' sopravvissuta a ben due quarantene. La sua completa guarigione è avvenuta dopo due mesi di isolamento.

  • Adnkronos

    Coronavirus, Crisanti: "Con plasma miglioramenti per due terzi dei pazienti"

    "Premesso che i risultati del nostro studio non sono di tipo statistico, si è visto è che in due terzi dei pazienti" trattati con il plasma dei guariti "c'è un miglioramento: in particolare, i pazienti che sono in stato critico si è visto che da 24 a 36 ore migliorano". A fare il punto da Padova sulla sperimentazione della plasmaterapia per i malati Covid è il virologo Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di Medicina molecolare dell'università di Padova e direttore dell'unità operativa complessa di Microbiologia e virologia dell'azienda ospedaliera patavina, nel corso delle audizioni informali in Commissione Affari sociali della Camera.  "Dallo studio condotto" a Padova, spiega Crisanti, "è emerso che non tutto il plasma che viene ricevuto da pazienti convalescenti è idoneo" per il trattamento dei malati Covid. "Solo una frazione lo è. Delle sacche che riceviamo, circa il 30-40% risulta idoneo per gli anticorpi, sia in quantità di titolo che per capacità di bloccare appunto l'entrata del virus". In particolare, "abbiamo notato che il plasma prelevato da pazienti con sintomatologie molto lievi contiene pochi anticorpi e per di più non neutralizzanti".  "Per quanto riguarda il proliferare dei test anticorpali" per il coronavirus Sars-CoV-2, "il problema principale è che non c'è nessuno studio che permette di paragonarli. Oggi ce ne sono più di 150 in commercio con prestazioni diverse. E c'è il problema dei falsi positivi e dei falsi negativi. Insomma, c'è una grossa confusione al momento" è l'analisi di Crisanti. "I falsi negativi - spiega nel corso delle audizioni informali in Commissione Affari sociali della Camera - in questo momento in cui la prevalenza dell'infezione è bassa non sono un problema importante. Ma piuttosto sono i falsi positivi che pongono un problema grosso, perché se non si fa il tampone subito si lasciano le persone nell'incertezza. Nella situazione attuale, con l'attuale prevalenza di malattia, se il test ha un falso positivo ogni mille, di fatto questi test sarebbero inutili. Creano confusione perché non hanno un valore predittivo positivo elevato e l'errore è di molto superiore alla prevalenza dell'infezione".  Crisanti ha fatto anche il punto su Vo' Euganeo e sugli studi che si stanno realizzando sulla popolazione di uno dei primi comuni italiani a essere colpiti da Covid-19: "Per Vo' abbiamo completato l'analisi anticorpale di tutta la popolazione e i risultati saranno presto messi a disposizione. Quel che posso dire è che alcuni test hanno una buona correlazione con il tampone. Questa comunità è un fantastico sistema per studiare la dinamica dell'infezione e la risposta anticorpale. Perché di fatto l'abbiamo come congelata, non ci sono state altre infezioni".  "Abbiamo quindi - conclude - un tempo zero di tutti i casi e possiamo capire se le persone hanno sviluppato anticorpi, la correlazione fra anticorpi e decorso della malattia e possiamo capire l'incidenza dei falsi positivi. E' l'analisi che stiamo facendo. E poi possiamo vedere se gli anticorpi sono neutralizzanti e se lo sono contro diversi ceppi virali".  Una mutazione del virus può neutralizzare un'eventuale terapia? "In genere - evidenzia l'esperto - le mutazioni sono usate da numerosi virus per evadere la risposta immunitaria. Succede per esempio con l'influenza ed è per questo che il vaccino va rifatto ogni anno. Nel momento in cui usiamo l'immunoterapia esercitiamo una pressione su virus ed è possibile che muti. Per il nuovo coronavirus non sappiamo se gli anticorpi sono neutralizzanti verso diversi ceppi, c'è uno studio in corso. Ma sembra che questo virus muta molto meno di quanto ci si aspettasse ed è un elemento che può far sperare".

  • notizie.it

    Il paradosso degli scienziati di Oxford: per mettere a punto il vaccino abbiamo bisogno di nuovi contagiati

    Coronavirus, prosegue il calo di contagi. Gli scienziati sono preoccupati: servono più malati per testare l'efficacia del vaccino

  • Adnkronos

    Silvestri: "Niente segni di ritorno di fiamma del virus"

    "Siamo al 52esimo giorno consecutivo di calo dei ricoveri in terapia intensiva per Covid-19 in Italia, da 553 a 541, e siamo ormai al 13.26% del picco". Inoltre, a 22 giorni di distanza "dalla riapertura del 4 maggio, non ci sono segni di ritorno di fiamma del virus". E in più nel mondo Sono i due trend positivi evidenziati dal virologo Guido Silvestri, docente alla Emory University di Atlanta. Nel consueto spazio che ha battezzato 'Pillole di ottimismo' sulla sua pagina Facebook, l'esperto fa il punto sulla situazione dell'emergenza coronavirus Sars-Cov-2.  Dal 'contatore' delle terapie intensive arrivano i dati più incoraggianti, anche se "come mi fanno notare i colleghi intensivisti - evidenzia - è possibile che la fase finale di questo declino sia lenta se le degenze residuali sono lunghe. Scende anche il numero dei ricoveri totali e dei casi attivi (da 55.695 a 55.300, quindi di altre 1.395 unità)". E pure guardando fuori dai confini nazionali la situazione appare incoraggiante per Silvestri, che attacca: "Ho la vaga sensazione che il mestiere del catastrofista stia diventando faticoso".  In Germania "si registra una progressiva attenuazione dell'impatto sanitario di Covid-19, con 298 casi (ieri 431) e solo 10 morti. Le famose dichiarazioni di certi soggetti sul R0", l'indice di contagiosità, "che era magicamente diventato superiore a 1 il giorno dopo la 'riapertura' erano, come dire, non esattamente tra le più sagaci. In Francia 35 morti, uno dei conteggi più bassi da diverse settimane, mentre si segnalano solo 6 decessi in Svezia. Nel mondo ieri il numero dei morti/giorno è il più basso da marzo".  Segnali positivi anche da due studi su candidati vaccini, uno pubblicato su Lancet (fase I nell'uomo del Ad5-based vaccine della CanSino Biologicals) e l'altro su Science (studio pre-clinico nel macaco di un vaccino a Dna): "In entrambi, i vaccini inducono la produzione di anticorpi che neutralizzano il virus, e nello studio di Jingyou Yu", quello pubblicato su Science, "proteggono dalla malattia. L'ottimismo viene dalla scienza", conclude Silvestri.

  • Adnkronos

    Coronavirus, presidente dei virologi: "Isolata a Brescia variante più buona"

    di Paola Olgiati  Una variante di virus Sars-CoV-2 "estremamente meno potente", più 'buona', è stata isolata a Brescia nel Laboratorio di Microbiologia dell'Asst Spedali Civili, diretto dal presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv), Arnaldo Caruso. "Mentre i ceppi virali che siamo stati abituati a vedere in questi mesi, che abbiamo isolato e sequenziato, sono 'bombe biologiche' capaci di sterminare le cellule bersaglio in 2-3 giorni - spiega l'esperto all'Adnkronos Salute - questo per iniziare ad attaccarle ha bisogno minimo di 6 giorni": il doppio del tempo. La notizia sarà oggetto di pubblicazione scientifica, ma Caruso vuole anticiparla "per lanciare un messaggio di speranza. Da virologo - prevede - queste varianti virali più attenuate dovrebbero diventare il futuro della probabile evoluzione di Covid-19".  Che il nuovo coronavirus si stia indebolendo è sotto gli occhi di tutti, come dimostrano i bollettini quotidiani che riportano un numero di contagi progressivamente in calo, ma soprattutto le terapie intensive degli ospedali che via via si svuotano. "E' tanto vero che sta perdendo forza - sottolinea Caruso, ordinario di Microbiologia e Microbiologia clinica all'università degli Studi di Brescia - che ogni giorno vediamo tamponi naso-faringei positivi non più in modo forte, bensì debole". La prova molecolare di "infezioni molto leggere, quasi inapparenti. Si vede il virus in dosi molto, molto ridotte".  "E' successo però - racconta - che mentre ultimamente arrivano tutti questi tamponi con bassa carica virale, ce ne è capitato uno con carica molto alta e la cosa ci ha stupito". Una sorpresa ancora più grande considerando che "questo soggetto era completamente asintomatico. Siamo dunque andati a isolarne il virus, scoprendo che in coltura era estremamente più debole dei precedenti". Mettendolo cioè a contatto in vitro con cellule buone da aggredire, "non riusciva nemmeno a ucciderle tutte". Anzi, anche solo "per cominciare ad attaccarle necessitava di almeno 6 giorni", contro le "48-72 ore" sufficienti ai classici ceppi per finire tutte le cellule a disposizione. "Attenzione - avverte Caruso - non sappiamo ancora se e quanto circoli questa variante, né se sia geneticamente diversa dalle altre. Possiamo però dire che qualcosa sta succedendo".  Che a Sars-CoV-2 qualcosa stia capitando lo hanno messo nero su bianco "dei colleghi di Hong Kong in un articolo pubblicato sulla rivista 'Emerging Microbes & Infections': uno studio molto ben fatto - evidenzia Caruso - in cui hanno documentato la minore aggressività di questi virus meno potenti in vitro e in vivo, sugli animali. Gli autori hanno osservato che queste varianti presentano grosse alterazioni genetiche e anche noi, che proprio in questo momento stiamo procedendo ai test genetici, speriamo di vedere altrettanto". Non solo. "Rumors interni alla comunità scientifica - aggiunge il numero uno della Siv-Isv - ci dicono che anche negli Stati Uniti stanno emergendo evidenze" in linea con quelle cinesi e con la scoperta di Brescia.  Anche se "non è detto che oggi queste varianti stiano circolando - tiene a ribadire il virologo - possono comunque essere la base di una futura evoluzione del virus in senso positivo. E' questo il messaggio che voglio inviare" e "sarebbe sbagliato concludere ora che abbiamo meno casi, e casi meno gravi di Covid-19, perché circola questa variante", ammonisce Caruso annunciando ulteriori dettagli nella pubblicazione che arriverà "a breve". E che coinvolge tutto "il gruppo che in Lombardia si è organizzato spontaneamente per lavorare sul riconoscimento molecolare e il sequenziamento genico del nuovo coronavirus, di cui faccio parte anche io".  "La pubblicazione rappresenta un indispensabile raffronto con la comunità scientifica internazionale", puntualizza l'esperto, ma all'opinione pubblica "dobbiamo anche rivolgere parole di serenità, di cauto ottimismo per il futuro. Non possiamo dire con certezza ciò che accadrà", perché le nuove varianti indebolite "poi magari ricombinano con qualche 'brutta bestia' e ci ritroviamo un ulteriore danno nella prossima ondata. Ma la speranza" del presidente dei virologi "è che, come in passato è successo più volte, il virus tenda ad attenuarsi nella sua patogenicità". In gergo tecnico si chiama 'fitness virale': "Il virus vincente è quello che si adatta e si replica risparmiando la cellula che lo ospita".  Il virologo Caruso: "Con caldo e mascherine virus sta perdendo forza"

  • Adnkronos

    Fase 2, Bassetti: "Ok a piscine e palestre basta rispettare misure"

    La riapertura oggi di palestre e piscine potrebbe far riesplodere contagi? "Bisogna anche un po' uscire dalla logica perversa della dietrologia, cioè se ci sono delle misure e vengono seguite è ragionevole che tutto si possa fare in estrema sicurezza". A fare chiarezza all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova. "Tutte le regole che sono state messe - aggiunge Bassetti - il distanziamento fisico, l'uso della mascherina in alcune situazioni, il lavaggio delle mani e l'uso dei guanti dove è necessario, sono misure che se rispettate ci permettono di fare le cose". Per quanto riguarda invece gli sport di squadra, tra cui il calcio, l'infettivologo evidenzia che "non è mia competenza ma il protocollo elaborato dalla Figc e dalla Lega mi pare fatto molto bene con tutti i crismi per fare le cose al meglio - precisa l'infettivologo - poi se il campionato di calcio debba riprendere o meno non spetta a me deciderlo e ci sono troppe speculazioni sulle dichiarazione che si fanno".  Facendo il punto sui dati della diffusione di Covid-19 nel nostro Paese nelle ultime settimane, Bassetti sottolinea che "nelle ultime tre settimane sembra ci sia una bassa circolazione del virus. E' giusto mantenere le misure di distanziamento, ben delineate nei protocolli, ma si possono fare le cose nella massima sicurezza".

  • Adnkronos

    Demicheli: "Sta esaurendo bacino possibili vittime"

    "Non si hanno certezze" che il coronavirus Sars-CoV-2 sia diventato più buono. L'epidemiologo Vittorio Demicheli, alla guida della task force della Regione Lombardia per l'emergenza Covid-19 e direttore sanitario dell'Ats di Milano, chiama in causa piuttosto "un fenomeno che gli inglesi chiamano harvesting. Il virus ha fatto la cosiddetta 'mietitura' - spiega in un'intervista al 'Corriere della Sera' - ha accelerato quindi il percorso clinico di persone fragili, in molti casi con altre patologie. Può essere che ora abbia consumato il bacino dove poteva fare più danni e si presenti con letalità contenuta". L'esperto analizza l'ultimo dato delle morti in Lombardia, ieri pari a zero dopo 3 mesi di numeri quasi sempre a tripla cifra. "I flussi provenienti dalla rete ospedaliera e le anagrafi territoriali oggi non hanno segnalato decessi", hanno motivato dalla Regione. "Restano da fare verifiche coi Comuni, ma" per Demicheli "il segnale resta chiaro. E non ci sarebbe troppo da sorprendersi. Man mano che l'epidemia anche in Lombardia retrocede, si ragiona su numeri sempre più piccoli. Il dato dei decessi - sottolinea l'epidemiologo - rispecchia l'andamento anche se indica sempre storie cliniche iniziate qualche settimana prima. E una conseguenza anche del dato che emerge dalle terapie intensive".  "A morire" infatti "sono quasi sempre i malati più gravi che spesso erano intubati. Se il numero nelle ultime settimane è sceso da oltre 1.300 ai 197 di ieri - osserva l'esperto - significa che sono molte meno anche le persone con un quadro clinico compromesso. I dati vanno letti nel loro complesso", puntualizza. E se è vero che c'è ancora gente che entra in terapia intensiva, questi malati sono "pochissimi. In alcuni casi sono pazienti già ricoverati che necessitano di sostegno respiratorio".

CONDIVIDI QUESTA PAGINA